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Pesticidi cancerogeni, teratogeni e mutageni sono ancora permessi in Italia

35 tipi di pesticidi, cancerogeni secondo l’EPA (attivissima Agenzia federale USA per la Protezione dell’Ambiente) e vietati in America sono regolarmente in commercio in Italia e usati tranquillamente. 36 principi attivi di prodotti chimici da giardino, tra i pesticidi “consentiti”, sono “pericolosi per animali (e uomini)”, “pericolosi per uccelli, pesci, api, insetti”, persistono lungamente nell’ambiente, vengono segnalati da Soil Association e dalla London Food Commission come cancerogeni, teratogeni, mutageni….


 

Forse non è abbastanza chiara l’urgenza di volgersi verso l’agricoltura biologica, allontanandosi dai fitofarmaci. Il quadro, attualmente, è questo: – 35 tipi di pesticidi, cancerogeni secondo l’EPA (attivissima Agenzia federale USA per la Protezione dell’Ambiente) e vietati in America sono regolarmente in commercio in Italia e usati tranquillamente.
 
Tra di essi, il tremendo tiofanatometile (contenuto nell’Enovit Metil usato in frutticoltura, viticoltura e vivaistica), la molecola-killer aldrin e la celeberrima (o famigerata?) atrazina. – 36 principi attivi di prodotti chimici da giardino, tra i pesticidi “consentiti”, sono “pericolosi per animali (e uomini)”, “pericolosi per uccelli, pesci, api, insetti”, persistono lungamente nell’ambiente (ricordate il DDT – diclorodifeniltricloroetano? E’ ancora in circolo nella catena alimentare: ce lo stiamo ancora mangiando), vengono segnalati da Soil Association e dalla London Food Commission come cancerogeni, teratogeni, mutageni: così come 7 prodotti contro gli afidi (impiegati in orto-floricoltura, frutticoltura e agrumicoltura); così come 7 anticrittogamici (fungicidi spruzzati su fiori, frutta, vigneti) oltre al terribile captano, che ha una molecola simile al Talidomide; così come gli insetticidi che, oltre agli insetti indesiderati, distruggono anche quelli importanti per la buona salute del terreno e insetti antagonisti di quelli dannosi.
Gli agenti assassini si chiamano Weed B Gon, 2,4D e 2,4,5TP, silvex, pentaclorofenolo, diossine e furani. State lontani da insetticidi il cui principio attivo sia methiocarb o methilparation (rischio di intossicazione I, mortale), o fenpropathrin o azocyclotin (rischio di intossicazione II, grave).
 
Eppure, in America, dove la legislazione e il sistema d’allerta sono più efficaci che qui, vi sono interi archivi di nomi di giardinieri che, usando in continuazione prodotti normalmente in commercio, si sono ammalati di soft-tissue sarcoma, leucemia, linfoma di Non-Hodgkins, con una progressione lenta ma inesorabile (il periodo di latenza può andare da 10 a 20 o più anni).
 
Tracce anche consistenti di pesticidi vietati si trovano comunque ogni tanto nelle verdure vendute al supermercato, a dimostrazione che la scarsità di controlli consente tuttora che qualcuno usi ancora agenti chimici proibiti, dannosi, al bando da anni.
I primi dati pubblicati nel gennaio 2000 di una ricerca patrocinata dal Ministero dell’Agricoltura erano alquanto allarmanti: tra il 5 e il 15% di ortaggi e frutti analizzati (5000 campioni) erano impregnati di pesticidi oltre la soglia permessa, ma soprattutto erano contaminati da pesticidi fuorilegge da vent’anni!
Si pensi poi che sono quasi 3.000 all’anno, solo in Italia, i casi di intossicazione acuta provocate da pesticidi, che hanno fatto “squillare” i centralini dei quattro maggiori centri antiveleni italiani: Milano, i due di Roma, Napoli. Vittime quasi sempre agricoltori o persone che vivono in ambiente agricolo, colpiti dagli effetti di diserbanti o antiparassitari.
 
Il nome dei prodotti più a rischio di intossicazioni sono il parasquat, il diclorfos e il timetoato. Nessuno sforzo tecnologico o economico (per sviluppare e lasciare un nuovo pesticida occorrono da 15 a 20 milioni di dollari) potrà mai cancellare un dato di fondo: i pesticidi sono prodotti chimici destinati a uccidere, e anche se oggi sono più selettivi di un tempo, il loro impiego continua a provocare danni all’ambiente (inquinamento delle acque di superficie e delle falde, danni alla flora e alla fauna) e alla salute degli esseri viventi.
 
Ed è una colossale menzogna che le piante transgeniche ne ridurranno l’uso, anzi: il 70% delle piante dell’orto di Frankenstein coltivate in America (e la percentuale è analoga nei 300 campi sperimentali italiani) sono state modificate geneticamente per poter resistere a dosi quintuple di diserbanti e antiparassitari, che così potranno essere spruzzati con meno cautele e, cosa assai più grave, a minor distanza di tempo dalla raccolta e dal consumo. (…)
 
Ci sono molte sostanze chimiche ancora permesse e largamente utilizzate anche in Italia. E’ nostro diritto e dovere informarci per conoscere quali sono i gravi danni per la nostra salute, e quella dei nostri bambini, a cui andiamo incontro a causa di tutte queste pericolose e letali sostanze chimiche che introduciamo, spesso inconsapevolmente, nel nostro organismo quotidianamente anche attraverso i cibi che mangiamo.
 
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www.laviadiuscita.net

 


Articolo tratto dal libro di Stefano Carnazzi e Stefano Apuzzo “QUATTRO SBERLE IN PADELLA” – Ed. Stampa Alternativa)
 
 

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